Mourinho

APPIANO GENTILE (Como), 10 luglio 2009 – Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? José Mourinho si dice felice di ricominciare, felice e poco sorpreso di ritrovare Ibra. C’è qualcosa però di cui non è felice: aveva previsto otto uscite dalla sua rosa, ma nessuno se ne vuole andare. Questo è il cruccio principale, questo blocca anche il mercato in entrata dell’Inter.

APPIANO GENTILE (Como), 10 luglio 2009 – Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? José Mourinho si dice felice di ricominciare, felice e poco sorpreso di ritrovare Ibra. C’è qualcosa però di cui non è felice: aveva previsto otto uscite dalla sua rosa, ma nessuno se ne vuole andare. Questo è il cruccio principale, questo blocca anche il mercato in entrata dell’Inter.

ESUBERI — “Partire con 30 giocatori è un problema, non è buono per il lavoro. Soprattutto non è positivo ritrovare giocatori che io non voglio qua, che sanno che non mi servono. Forse oggi i calciatori sono meno orgogliosi di qualche anno fa, quando dicevi loro che non erano utili al progetto bastava. Ora sembra che le priorità siano altre: economiche, di stile di vita, piuttosto che provare una nuova sfida, come ad esempio ha fatto Jimenez. Io devo rispettare le regole dei contratti, ma come allenatore non cambio le mie idee su chi mi serve e chi no”.

ZERO ENTRATE — Le uscite servivano per snellire la rosa, ma anche per incassare: “Secondo i progetti per questa stagione dovevano esserci otto giocatori in uscita e quattro in entrata, molto specifici. In questo momento 4 sono partiti, tre in scadenza di contratto e uno in prestito, incassando zero. E dei quattro mancano ancora un trequartista e un difensore centrale. Ma sia chiaro, questa non è una critica al club: non possiamo spendere troppo senza avere soldi in entrata. Non sono critico, arrabbiato o deluso: non è la rosa dei miei sogni ma è la realtà, e poi gli obiettivi della squadra verranno adattati alla realtà. Ma non posso chiedere di più al presidente: lavorerò di più, ma non posso fare miracoli. Non sono Merlino o Harry Potter”.

PARTIAMO DIETRO — Insomma, così com’è questa rosa non basta per colmare il gap con le grandi d’Europa: “Il Barcellona è stato campione d’Europa, ma al 90’ della semifinale era fuori. Si conferma che la Champions è la competizione dei dettagli, ma è anche quella della qualità: e su quest’ultima non siamo allo stesso livello di 3-4 squadre. Possiamo vincere se i dettagli ci sono amici, ma partiamo dietro”. Il Real di nuovo galattico pare lontano, le avversarie italiane ancora dietro: “Pellegrini allenerà i migliori giocatori del mondo in un club sempre sotto i riflettori mondiali. Ma il Real Madrid non mi preoccupa, magari non ci giocheremo nemmeno contro quest’anno. Le altre italiane? Nessuna mi preoccupa, e tutte mi preoccupano. Chi pensa che non ha bisogno di migliorare è un pirla”.

NOMI E COGNOMI — Non nomina mai Deco e Carvalho, né altri, quando qualcuno gli parla indirettamente di Nedved, chiedendogli se gradisce i giocatori biondi, lui piazza la zampata: “Mi sembra una conversazione un po’ gay. Biondo o no non importa, a me serve un trequartista di qualità”. Più facile parlare di chi è già, o di nuovo, interista. Ibra: “Non è una sorpresa per me che Ibra sia qui oggi. Non ho mai pensato che potesse andarsene. Ha ambizioni, non c’è ragione per cui non faccia un’altra grande stagione”. Quaresma: “Io ho conosciuto un Quaresma che era il miglior giocatore del campionato portoghese e che giocava bene in Champions. Poi ho conosciuto il Quaresma dell’Inter. E’ un diritto per lui e un dovere per noi dare una seconda possibilità. In più stavolta parte dal 1° giugno”. Suazo: “Suazo è un giocatore diverso dalle altre punte che abbiamo, per questo ci serve. Resta anche perché l’anno scorso è andato a giocare senza paura: è un premio, ma può servire negli ultimi 20’ delle gare”. Arnautovic: “Non lo conosco bene, è una scommessa della società che mi piace e accetto”

TATTICA — Non sono previste rivoluzioni tattiche, visto che la rosa non è cambiata molto: “I difensori centrali pare che saranno quelli dello scorso anno. Volevo giocare più alto in difesa, con capacità di impostazione da dietro: se non arriva un difensore capace di farlo, non giocherò così. L’anno scorso abbiamo giocato tante volte col 4-3-3, anche a fine campionato: la squadra era equilibrata, lavoreremo ancora su questo”.

IL PRINCIPE CARLO — Chiusura per l’erede in Blues Ancelotti, che incontrerà negli Usa il 21 luglio: “Ora lo chiamano Principe Carlo, ma io conosco solo quello di Galles. L’amichevole non conta, magari vado in tribuna e non in panchina perché si vede meglio. Comunque se vince il titolo lo fa dopo 3 anni di digiuno, un altro tipo lo ha fatto dopo 50 anni di digiuno”.

 

Mourinhoultima modifica: 2009-07-10T21:35:00+00:00da arbi07
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