Zohan (You don’t mess with the zohan)

 

 

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Regia: Dennis Dugan
Sceneggiatura: Adam Sandler, Judd Apatow, Robert Smigel
Attori: Adam Sandler, Rob Schneider, John Turturro, Emmanuelle Chriqui, Nick Swardson
Fotografia: Michael Barrett
Montaggio: Tom Costain
Musiche: Rupert Gregson-Williams
Produzione: Happy Madison Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Paese: USA 2008
Uscita Cinema: 03/10/2008
Genere: Commedia
Formato: Colore

Le nuove frontiere del cinema demenziale coltivano ormai da un lato la strada dell’imbecillità fine a se stessa, accumulando volgarità e sensi unici senza preoccuparsi del fatto che i film abbiano una loro coerenza narrativa, come invece erano soliti fare i vecchi spoof (da Mel Brooks al trio ZAZ), e dall’altro si affidano a interpreti di provata classe e intelligenza che – pur non rinunciando alla risata facile e alla situazione estrema – tengono le fila di un gioco che finisce per risultare godibile a più livelli.

E’ sicuramente quest’ultimo il caso del nuovo film con (ma si potrebbe dire anche di) Adam Sandler, in cui l’attore è un agente del controspionaggio israeliano con doti da Superman, irresistibile con le donne (senza limiti di età) e dotato di qualità atletiche incredibili, impegnato in una lotta all’ultimo sangue col suo peggior nemico, il palestinese Fantasma, a suon di colpi letteralmente impossibili. Ma il grande sogno di quello che è in fondo un dolce e ingenuo ragazzo è diventare parrucchiere, e per questo quando viene creduto morto in seguito all’ennesimo scontro con la sua nemesi va a New York dove cerca di rifarsi una vita e costruirsi una carriera alternativa.

Si ride molto in questo film, come ha scritto il veterano Roger Ebert, anche a dispetto di se stessi e della propria intelligenza. Il divertimento dello spettatore nasce proprio dal vedere quanto i limiti del buon gusto, della correttezza politica, morale, civica e altro, vengano infranti senza paura. Il conflitto arabo-israeliano, gli americani, il sesso, la famiglia, perfino i cuccioli domestici sono gli elementi sbeffeggiati – come si conviene alla migliore satira – in una commedia scervellata quanto divertente, in cui Adam Sandler si produce in una performance senza freni per strappare il maggior numero possibile di risate (ed è un peccato che il pubblico italiano non possa ascoltarlo in originale, dove il suo accento è davvero irresistibile). E poi c’è John Turturro, fantastico mattatore della comicità fisica quando gli viene permesso di scatenarsi e di creare personaggi slapstick e totalmente sopra le righe.

Se stupisce un po’ vedere un regista di innocue commedie per famiglie come Dennis Dugan alla guida di questo film anarchico e a tratti geniale nella messa in scena di una stupidità assoluta che accomuna il genere umano e a cui in fondo fa appello, è chiaro che il vero motore della vicenda è Adam Sandler, che deve molto – per questa sua performance e la comicità outrageous del tutto – a Sacha Baron Cohen e a quello che ha fatto nelle vesti di Ali G, Borat e Bruno.

Indipendentemente dai debiti di ispirazione, però, Zohan è un esempio straordinario di cinema la cui unica preoccupazione è quella di non porsi limiti, di superare le aspettative (o i timori) dello spettatore abbattendo barriera su barriera senza curarsi della acuta sensibilità dei benpensanti di turno. E se in fondo vedere un film del genere può aiutare anche i più seriosi di noi a capire quanto siamo ridicoli quando ci prendiamo troppo sul serio, la sua esistenza – pensando a tutti gli “ismi” che ancora dominano il mondo – ci rassicura sul fatto che almeno al cinema qualcuno sa ancora coniugare il vecchio detto “sarà una risata che li seppellirà”.


 
Foto 1 Zohan
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Foto 3 - Adam Sandler in una scena del filmZohan
Foto 3 – Adam Sandler in una scena del film
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Zohan (You don’t mess with the zohan)ultima modifica: 2008-10-18T13:42:00+00:00da arbi07
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