Mourinho, pensieri e parole

Da quel “Ma io non sono un pirla” in giù. Anzi, da prima, molto prima: un viaggio nella vita e nella carriera di uno degli allenatori più amati (e più odiati) del mondo attraverso le sue battute più mordaci. Un piccola guida alla migliore strategia per la vittoria: nel calcio come nella vita. Senza compromessiMILANO, 1 ottobre 2008 – Il pensiero di Mourinho attraverso le sue battute più mordaci: da quel “Ma io non sono un pirla” in giù, che tanta simpatia ha suscitato nel giorno della presentazione nerazzurra in casa Moratti. Anzi: da prima, molto prima, perché l’attuale tecnico dell’Inter, di fantasia ne ha sempre avuta molta. E sa… suggerire anche ai giornalisti, come avvenne nel giugno 2004 quando Josè si creò un nomigliolo in tempo record durante la prima conferenza stampa come allenatore del Chelsea. Presentandosi così: “Non sono fatto in serie: sono uno speciale. Ovviamente, se non raggiungo i miei obiettivi, forse dovrò tornare a casa. Ma non credo che succederà. Penso che alla fine del mio contratto il Chelsea sarà interessato a farmene uno nuovo”. Special One dal primo minuto, capito?, anche se lui ama dire di sentirsi “Special One solo a casa, con mia moglie e i miei figli”. Questo libro realizzato a cura di John Amhurst, con l’edizione italiana aggiornata a cura di Giancarlo Padovan (e la prefazione di Gino e Michele) vuole essere una piccola guida alla migliore strategia per la vittoria: nel calcio come nella vita. Senza distinzioni o preferenze. Senza compromessi, ma sempre e comunque al vertice, come il 45enne tecnico portoghese di Setubal ama vivere. Da sempre. Un allenatore vincente (ben tredici trofei tra Portogallo, Inghilterra e Italia, comprese una Champions League e una Coppa Uefa alle quali ha appena affiancato una Supercoppa italiana) che, o bella scoperta!, più di tanti colleghi, sa come usare i media. Come strapazzarli, verrebbe voglia di dire.INTERESSE E MISTERO – Perché Mourinho è in grado di utilizzare al meglio la comunicazione e, contemporaneamente, di criptare i contenuti più significativi del suo calcio. E proprio per questo, intorno a lui si crea un alone di interesse e di mistero che, ben lungi dal dissolversi, si consolida e si infittisce. Questo libro si incarica così di spiegare «The Special One»: l’uomo affascinante, l’allenatore di successo, lo sportivo innovatore, il manager moderno attraverso le sue parole e i suoi sistemi. Ne emerge un modello-Mourinho sconosciuto ai più e, soprattutto, estraneo al convenzionale, che finora ha abbinato alla sua straordinaria carriera dosi venefiche di gelosie e scetticismo. Come le recentissime “risse” con Claudio Ranieri, tanto per gradire, o le polemiche sul dopo partita televisivo quando ha spedito davanti ai microfoni il vice, Giuseppe Baresi. Ma Mourinho è stato sempre così, come quando reagì dopo essere stato aggredito verbalmente da un tifoso del Porto: “Alcune persone mi amano, altre non mi amano affatto. Questo è il calcio, questa è la vita”. Un altro suo avvertimento a rivali e critici: “Se non mi toccano, io non tocco nessuno. Se mi toccano sarò pronto a colpire ancora più forte”. Poi c’è il Mourinho che ti spiazza sempre e comunque anche quando non parla di calcio: “Conosco bene l’Italia anche a livello sociale. Non ho avuto sorprese e nessun problema di adattamento. Certo, mi hanno sorpreso i fastidiosi moscerini che ci sono nel pomeriggio qui ad Appiano”.SENZA ETICHETTE – Controverso e poco etichettabile – come emerge dalla breve biografia inserita nel volume -, Mourinho parla di sé, della sua filosofia di vita e di gioco, dello spirito che lo anima, e tocca in profondità il mondo del calcio, ma finisce per tratteggiare anche la società di oggi: sistemi, rapporti, valori. Emerge così un modello-Mourinho sconosciuto ai più e, soprattutto, estraneo al convenzionale, sempre in agguato di fronte al nuovo e al diverso. Con tanti “avvisi” per i giocatori dell’Inter. “Non posso chiedere ai giocatori cose che io non faccio. Se, per esempio, arrivo tutti i giorni un’ora e mezza prima dell’allenamento, non accetto che un giocatore si presenti in ritardo. Se la seduta è fissata alle 10, a quell’ora si deve cominciare: che ci siano 24 giocatori o 14. I ritardatari? Vanno a casa. E stanno a casa anche la domenica”. E quella sull’ingaggio (“Prendo 9 milioni? No, con gli sponsor sono 14”)? Sul libro non c’è. Troppo fresca, ha appena 24 ore di vita. Ma potete starne sicuri: con gli aggiornamenti, da qui alla fine dalla stagione, ne verrà fuori un volume grosso almeno quanto una mezza enciclopedia.Mourinho-Pensieri e parole di un allenatore molto speciale, a cura di John Amhurst (edizione italiana aggiornata a cura di Giancarlo Padovan). Cairo Editore. Pagine 143, euro 12,00.

Mourinho, pensieri e paroleultima modifica: 2008-10-04T13:56:46+00:00da arbi07
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